Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia
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Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno

Il coniuge in stato di bisogno che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l'assegno determinato ai sensi dell'articolo 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, può rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l'anticipazione di una somma non superiore all'importo dell'assegno medesimo. Il Tribunale di Milano è competente per il Distretto della Corte di Appello di Milano.

L’istanza, se accolta, verrà trasmessa al Dipartimento per gli affari di giustizia presso cui è istituito il Fondo e determinerà l’erogazione della somma richiesta, il cui importo non potrà essere superiore a quello dell’assegno medesimo.

Si tratta di una novità certamente apprezzabile. Tutavia, alla luce dei dati ISTAT concernenti il volume delle separazioni accompagnate da un contributo economico, le somme stanziate - € 250.000,00 per il 2016 e € 500.000,00 per il 2017 - paiono del tutto inadeguate se commisurate alla vastità del fenomeno che vorrrebbero contrastare.

Infatti, le separazioni ove l’assegno al coniuge è cumulato con quello al figlio minore costituiscono, infatti, il 21,3% del totale. Tale quota porta a registrare picchi al Sud e nelle Isole, ove raggiunge, rispettivamente, il 29% e 23,5%, a fronte del 18% registrato al Nord (fonte http://www.istat.it/it/files/2016/11/matrimoni-separazioni-divorzi-2015.pdf?title=Matrimoni%2C+separazioni+e+divorzi+-+14%2Fnov%2F2016+-+Testo+integrale.pdf).

Pur in mancanza di dati ufficiali in merito all'inadempimento di tali oneri, sono a tutti note le proporzioni del problema rappresentato dal mancato versamento delle predette somme che, nel tentativo di reperire beni da aggredire mediante pignoramento, porta a ricorrere con sempre maggior frequenza ad esecuzioni forzate e, dunque, ad ulteriori esborsi.

Ancora, la mancata estensione dell’istituto ai figli maggiorenni non indipendenti e a quelli con genitori divorziati o ex conviventi appare anacronistica rispetto al principio di non discriminazione tra figli introdotto con la legge 10 dicembre 2012 n. 219, nonché rispetto ai modelli familiari riconosciuti dalla legge 20 maggio 2016 n. 76.

Dunque per valutare i benefici concreti del Fondo a tutela del coniuge in stato di bisogno non resta dunque che attenderne le prime applicazioni, previste a partire dal 13 febbraio 2017.

In allegato il Decreto del Ministero della Giustizia.


Allegati:
Figli Mantenimento

Pubblicato venerdì 27 gennaio 2017
da crdf.it
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