Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia
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Sì della Corte di Cassazione alla trascrizione in Italia del matrimonio tra due donne

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato dal comune di Santo Stefano del Sole, in provincia di Avellino, avverso la decisione della Corte d’appello di Napoli, con la quale, in data 7 luglio 2015, si ordinava all’amministrazione di procedere alla trascrizione del matrimonio celebrato in Francia tra due donne, l’una francese e l’altra italofrancese.

La Corte d’appello, in particolare, aveva evidenziato come "trattandosi di coppia omosessuale legalmente coniugata secondo la legislazione dello Stato di cittadinanza (Francia) che ammette il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non sorgono le questioni tutte interne alla legislazione italiana che difetta di una normativa che regoli l’unione di persone dello stesso sesso come coniugi, ovvero come unione sia pure regolata da forme di tutela differenziata". Ancora, "il mancato riconoscimento di un’unione registrata o di un matrimonio same-sex – si legge nella sentenza – pregiudica la libera circolazione delle persone e, dunque, il funzionamento del mercato interno. Sarebbero violati i diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini dell’Unione e cioè quello di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri e a non subire discriminazione in base alla nazionalità".

Si tratta del primo riconoscimento in Italia di un matrimonio celebrato all’estero fra persone dello stesso sesso prima dell’entrata in vigore della legge che ha riconosciuto le unioni civili.

In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, sono già possibili alcune riflessioni preliminari.

In particolare, il pronunciamento della Corte – che sicuramente si riferisce a una vicenda precedente all’approvazione della legge sulle unioni civili – dovrà necessariamente essere considerato unitamente al Decreto legislativo, 19 gennaio 2017 n° 7 (G.U. 27/01/2017) che diventerà vigente l’11 febbraio 2017. Infatti, l’art. 1, comma I, lett. a del predetto decreto legislativo così stabilisce:

1. Alla legge 31 maggio 1995, n. 218, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l’articolo 32 sono inseriti i seguenti articoli: «Art. 32-bis. (Matrimonio contratto all’estero da cittadini italiani dello stesso sesso). - 1. Il matrimonio contratto all’estero da cittadini italiani con persona dello stesso sesso produce gli effetti dell’unione civile regolata dalla legge italiana».

Tale norma probabilmente renderà inutile il cosiddetto “turismo matrimoniale” delle coppie omogenere italiane, ma lascia alcune domande inevase: cosa vuol dire infatti che il matrimonio contratto all’estero “produce gli effetti dell’unione civile regolata dalla legge italiana”? Che detto matrimonio verrà trascritto come unione civile? Oppure che sarà trascritto come matrimonio ma gli effetti pratici (pensiamo allo scioglimento) saranno regolati dalla legge relativa alle unioni civili?

Purtroppo ancora una volta dobbiamo annotare che sul tema non vi è ancora alcuna chiarezza né coerenza. Bisognerà in ogni caso leggere le motivazioni della sentenza della Cassazione per comprendere se i Supremi Giudici hanno fatto, e in che termini, riferimenti alla normativa sulle unioni civili.


Matrimonio Unioni civili

Pubblicato martedì 14 febbraio 2017
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