Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia
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Corte costituzionale - Sentenza 21 dicembre 2016 n. 286 - DOPPIO COGNOME A LIBERA SCELTA

L’attribuzione automatica del cognome paterno «in presenza di una diversa contraria volontà dei genitori» è incostituzionale. Nelle motivazioni anticipate lo scorso 8 novembre sulla annosa questione del doppio cognome per i figli, la Corte Costituzionale ha stabilito che questo “diktat” implicito nelle leggi vigenti contrasta sia con il diritto alla (piena) identità personale (articolo 2) sia con l’uguaglianza tra cittadini, in prima battuta (articolo 3), e quella tra coniugi (articolo 29).

La remissione alla Consulta era stata decisa della Corte di appello di Genova nell’ambito di una causa promossa da una coppia dopo il diniego dell’ufficiale di stato civile di riconoscere al loro figlio, nato nel 2012, anche il cognome della mamma.

Come noto, l’automatismo del cognome paterno non è previsto da una norma specifica, ma è desumibile indirettamente dal Codice civile (in materia di figli nati fuori dal matrimonio), da un regio decreto del 1939 e da un decreto del presidente della Repubblica del 2000. Già nel 1998 la Consulta si era occupata della questione, respingendo però la tesi oggi accolta, fino alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che nel gennaio 2014 aveva sanzionato l’Italia per questa norma, definita «discriminatoria».

Tra l’altro è tuttora in corso di esame al Senato il disegno di legge in materia di cognome approvato dalla Camera il 24 settembre 2014.

Il DDL prevede che il figlio nato nel matrimonio, su accordo dei genitori, possa assumere:

Al mancato accordo consegue l’attribuzione, in ordine alfabetico, di entrambi i cognomi dei genitori.

La stessa regola varrà per il figlio nato fuori dal matrimonio che venga riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori. Se il figlio è riconosciuto da un solo genitore ne assume il cognome e laddove l’altro genitore effettui il riconoscimento in un secondo momento (tanto volontariamente quanto a seguito di accertamento giudiziale), il cognome di questi si aggiunge al primo solo con il consenso del genitore che ha riconosciuto il figlio per primo nonché, se ha già compiuto 14 anni, del figlio stesso.

Il testo unificato deputati dispone inoltre che:

Altre previsioni del disegno di legge riguardano l’attribuzione del cognome all’adottato maggiorenne e garantiscono al figlio maggiorenne, cui sia stato attribuito in base alla legge vigente al momento della nascita il solo cognome paterno o materno, la possibilità di aggiungere al proprio il cognome della madre o del padre.

Vedremo dunque concretamente come cambieranno le regole di attribuzione del cognome.


Cognome

Pubblicato lunedì 02 gennaio 2017
da CRDF.it
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