Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia
1967 - 2017

Le Sezioni Unite si pronunciano sul cosiddetto "diritto alle origini"

Le Sezioni Unite, con sentenza n. 1946 del 25 gennaio 2017, pronunciandosi ex art. 363, comma 1, c.p.c., hanno statuito che, in tema di parto anonimo, per effetto della sentenza delle Corte costituzionale n. 278 del 2013, ancorchè il legislatore non abbia ancora introdotto la disciplina procedimentale attuativa, sussiste la possibilità per il Giudice, su richiesta del figlio desideroso di conoscere le proprie origini e di accedere alla propria storia parentale di interpellare la madre che abbia dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione, e ciò con modalità procedimentali, tratte dal quadro normativo e dal principio somministrato dalla Corte stessa, idonee ad assicurare la massima riservatezza ed il massimo rispetto della dignità della donna, fermo restando che il diritto del figlio trova un limite insuperabile allorchè la dichiarazione iniziale per l’anonimato non sia rimossa in seguito all’interpello e persista il diniego della madre di svelare la propria identità.

Ricordiamo che sul punto è attualmente in discussione al Senato il Disegno di Legge S. 1978 in tema di diritto alle origini, approvato dalla Camera il 18 novembre 2015. In particolare, il DDL reca modifiche alla normativa vigente al fine di ampliare la possibilità per il figlio non riconosciuto alla nascita di conoscere le proprie origini biologiche, pur nel rispetto della volontà della madre, che potrà decidere se revocare la propria volontà – espressa alla nascita del figlio – di non voler essere nominata. Bisognerà quindi valutare se il recente arresto delle SS.UU. darà impulso all'approvazione del DDL.


Allegati:
Figli Figli nati fuori dal matrimonio Giurisprudenza Approfondimenti Riconoscimento Diritto Alle Origini

Pubblicato venerdì 27 gennaio 2017
da crdf.it
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