Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia
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Nessuna violazione dell'art. 8: la CEDU ribalta la decisione Paradiso e Campanelli c. Italia

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, 24 gennaio 2017 - Ricorso n. 25358/12, Paradiso e Campanelli c. Italia

Nel 2006 i coniugi Donatina Paradiso e Giovanni Campanelli, non potendo avere figli, ottennero l’autorizzazione ad adottare. Nel 2010, non essendo ancora riusciti a realizzare il proprio desiderio, i due decisero di rivolgersi a una clinica russa per ricorrere alla maternità surrogata. L’ovulo di una donatrice sarebbe stato cioè fecondato con il seme del signor Campanelli e impiantato nella donna deputata a portare avanti la gravidanza.

Il bambino, venuto alla luce nel febbraio 2012, venne registrato – con consenso della madre biologica – come figlio dei coniugi italiani. Poco dopo la nascita, il Consolato italiano a Mosca rilevò tuttavia alcune irregolarità e segnalò il caso alla Procura italiana. Si aprì così un procedimento penale per falsa attestazione e violazione delle norme in materia di adozione che, nell’ottobre 2011, portò all’allontanamento del piccolo. Durante il procedimento emerse, inoltre, che il bambino non possedeva legami genetici nemmeno con il sig. Campanelli, poiché la clinica russa non aveva utilizzato i suoi gameti.

A fronte del rifiuto dei magistrati italiani di trascrivere il certificato di nascita, i coniugi decisero di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la quale nel gennaio 2015 accolse le loro istanze. Con la pronuncia resa in data 24 gennaio 2017, la Cedu ha però capovolto l’orientamento precedente, affermando che “nonostante l’esistenza di un progetto parentale e la qualità dei legami affettivi, vista l’assenza di qualsiasi legame biologico tra il bambino e la coppia, la breve durata del loro rapporto con il bambino e l’incertezza dei legami tra di loro dal punto di vista legale” non sussistevano le condizioni perché tra le parti ricorrenti e il piccolo si potesse parlare di “vita familiare”.


Allegati:
Figli Adozione Giurisprudenza Maternità Surrogata

Pubblicato lunedì 30 gennaio 2017
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