Affidamento condiviso
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13.03.2008 La Corte d’appello di
Firenze condanna la madre a risarcire i danni all’ex marito e
al figlio per violazione del regime delle frequentazioni. È recente un provvedimento con
cui la Corte d’appello di Firenze, in applicazione dell’art.
709-ter, 2° comma c.p.c., ha condannato una madre
collocataria del figlio minore al pagamento della somma di €
650,00 a favore dell’ex marito a titolo di risarcimento del
danno per avergli impedito di tenere con sé il figlio nei
periodi di sua spettanza e averne ostacolato la
frequentazione, così come stabilito nella sentenza di
divorzio, nonché al pagamento di € 350,00 a favore del figlio
minore a titolo di risarcimento del danno conseguente alla
mancata frequentazione paterna.
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06.04.2007 Corte
di Cassazione - Ordinanza 3 aprile 2007 Con
ordinanza pubblicata in data 3 aprile 2007 la Corte di
Cassazione ha stabilito quale sia l’autorità giudiziaria
chiamata a decidere le controversie riScaricanti i figli
naturali, affermando che è il Tribunale per i Minorenni che
ha competenza esclusiva in materia.
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03.11.2006 Cassazione Sezione Prima Civile -
18 agosto 2006 Affidamento congiunto e assegno di
mantenimento.
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Cognome dei figli
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04.03.2008 Sul cognome da attribuire
al figlio naturale già riconosciuto dalla madre - Cassazione,
sez. I civile, 21 gennaio – 5 febbraio 2008, n. 2751
Nel caso in cui il figlio naturale già riconosciuto dalla
madre venga successivamente riconosciuto anche dal padre, la
scelta del cognome da attribuire è rimessa alla
discrezionalità del Giudice adito e al suo libero e prudente
apprezzamento, a prescindere da qualsiasi automatismo
nell’attribuzione del cognome stesso e avendo riguardo
esclusivamente all’interesse del minore a essere identificato
nelle relazioni sociali in cui è inserito e non quello dei
genitori a vedere attribuito al figlio il proprio cognome.
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03.11.2006 Cassazione Sezione Prima Civile -
26 giugno 2006 Cognome della madre al figlio naturale
riconosciuto posteriormente dal padre.
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Infanzia e adolescenza - Tutela del minore
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| 19.01.2010
Corte di Cassazione - 10 gennaio 2010
La Corte di Cassazione (prima sezione civile, ordinanza 823),
che ha accolto il ricorso di un padre milanese sulla base
della protezione del diritto del minore di mantenere rapporti
continuativi con i genitori.
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03.11.2006 Tribunale dei minori di
Napoli - 29 settembre 2006 Sulla competenza del
T.O. in tema di affidamento di figli naturali.
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Matrimonio
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24.01.2012
La Cassazione conferma la non risarcibilità del danno
non patrimoniale in caso di rottura di rottura della promessa di
matrimonio
Per la Suprema Corte, la legge considera preminente la
salvaguardia della piena e assoluta libertà di ognuno di
contrarre o non contrarre le nozze, anche a fronte di un recesso
ingiustificato dalla promessa formale di matrimonio. In questo
ultimo caso deve essere comunque rimborsato l’importo delle
spese affrontate e delle obbligazioni contratte in vista del
matrimonio.
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| 29.04.2010
La sentenza 138/2010 della C. Cost.: spetta al Parlamento
riconoscere le unioni omosessuali, che non possono essere
considerate «omogenee al matrimonio», di Anna Galizia
Danovi
In data 14 aprile 2010 la Corte costituzionale, decidendo
sulle questioni poste dal Tribunale di Venezia e della Corte
d’appello di Trento, in relazione alle unioni omosessuali,
ha dichiarato inammissibili le questioni stesse in riferimento
agli artt. 2 e 117, I° comma, della Costituzione e infondate
in relazione agli artt. 3 e 29 della Costituzione.
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01.10.2009 La Cassazione dice sì ai
ricongiungimenti tra stranieri in attesa di cittadinanza.
La I sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza
n. 12680 del 28 maggio 2009 ha statuito la possibilità per i
titolari del permesso di soggiorno per attesa cittadinanza di
chiedere il ricongiungimento familiare, ritenendo possibile
interpretare in maniera estensiva l’art. 28 del d.lgs.
286/1998 anche alle ipotesi diverse da quelle del permesso di
soggiorno per motivi di lavoro.
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04.03.2008 Matrimonio annullato a Salerno
dalla chiesa e dal tribunale Con una sentenza del 15
febbraio scorso, la Corte d’Appello di Salerno ha dichiarato esecutiva
nella Repubblica italiana una sentenza di annullamento di matrimonio
pronunciata dal Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Salerno, in
seguito ratificata dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano, ed
infine dichiarata esecutiva con decreto del Supremo Tribunale della
Segnatura Apostolica alla fine del 2007. Motivo: la tossicodipendenza
del marito, tenuta nascosta alla moglie prima delle nozze.
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Separazione e divorzio
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| 23.01.2011
Cassazione 1343 / 2011 Ecco il testo
integrale della sentenza della Cassazione 1343/2011 A nostro
parere il vero problema sotteso è quello inerente al diverso
trattamento economico previsto dalla sentenza di annullamento
ecclesiastico rispetto alla sentenza di divorzio del Giudice
civile. Ed infatti nel primo caso è fatto impedimento al coniuge
più debole di godere dell’aiuto economico che gli viene
riconosciuto, ove ne sussistano i presupposti, in divorzio. A
nostro parere quindi il blocco posto dal Giudice civile alla
sentenza del Giudice ecclesiastico corrisponde al tentativo di
ovviare a questo diverso trattamento economico. Pare a noi che
anziché addentrarsi a una valutazione nel merito che suona
anomala rispetto alla disponibilità dimostrata dall’ordinamento
italiano verso le sentenze di altri ordinamenti, la cosa più
semplice sarebbe, come suggerito dal prof. Paolo Moneta, che il
legislatore intervenisse prevedendo di equiparare il trattamento
economico previsto per la nullità del matrimonio a quello
previsto per il divorzio. Che ne dite? Attendo i Vostri
suggerimenti. .
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04.12.2009 La validità dei contratti
matrimoniali secondo la giurisprudenza anglosassone.
Pubblichiamo un articolo redatto dall’avv. Anna Galizia
Danovi e da Michael Wells-Greco, Solicitor e Research
Assistant at METRO Institute, University of Maastricht che
esamina una recente sentenza della Corte di Appello di Londra
in tema di validità dei contratti matrimoniali stipulati fra
coniugi aventi nazionalità diverse.
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12.11.2009 E' legittima la previsione di un
assegno di mantenimento a carico del solo genitore non collocatario
del minore. Con la sentenza 4 novembre 2009 n.23411 la Corte di
Cassazione ha respinto il ricorso di un padre avverso un provvedimento
con cui la Corte d’appello di Milano, a conferma di una pronuncia del
Tribunale per i minorenni, aveva disposto l’obbligo a carico del padre
coaffidatario della figlia minore ma non convivente con la stessa, di
corrispondere alla madre un assegno per il mantenimento della figlia.
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20.05.2008 La separazione consensuale
ottenuta fraudolentemente e’ annullabile - cass. 7450/2008.
La Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, con la recente
sentenza n. 7450/2008, depositata in data 20 marzo 2008, ha stabilito
l’importante principio in base al quale può essere annullata una
separazione consensuale se ottenuta da uno dei coniugi con menzogne e
raggiri. Nella medesima statuizione, si è precisato altresì che non è
tuttavia possibile richiedere la trasformazione della stessa
separazione da consensuale a giudiziale.
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03.11.2006 Cassazione Sezione Prima Civile -
19 settembre 2006 Prostituzione e addebito della
separazione.
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03.11.2006 Cassazione Sezione Prima Civile -
23 agosto 2006 Assegno divorzile e miglioramento delle
condizioni economiche.
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24.11.2004 Cassazione Sezione Prima Civile
n. 22214 del 24 novembre 2004 In caso di separazione o
divorzio l’obbligo di mantenere il figlio non cessa automaticamente
quando egli raggiunge la maggiore eta’ se, senza sua colpa, non ha
conseguito l’indipendenza economica.
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02.11.2004 Cassazione Sezione Prima Civile
n. 21046 del 2 novembre 2004 Gli accertamenti sulla
situazione economica delle parti svolti nella causa di separazione
personale non vincolano il giudice della causa di divorzio – anche se
sono utilizzabili come elementi di giudizio.
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04.09.2004 Cassazione Sezione Prima Civile
n. 17902 del 4 settembre 2004 Matrimonio e divorzio -
Separazione in genere.
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02.07.2004 Cassazione Sezione Prima Civile
n. 12121 del 2 luglio 2004 In tema di separazione
personale dei coniugi, l'attitudine al lavoro proficuo dei medesimi,
quale potenziale capacità di guadagno, costituisce elemento valutabile
ai fini della determinazione della misura dell'assegno di mantenimento
da parte del giudice, che deve al riguardo tenere conto non soltanto
dei redditi in denaro ma anche di ogni utilità o capacità dei coniugi
suscettibile di valutazione economica. Peraltro, l'attitudine del
coniuge al lavoro assume in tal caso rilievo solo se venga riscontrata
in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un'attività
lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore
individuale ed ambientale, e non già di mere valutazioni astratte ed
ipotetiche.
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