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Sistema Informativo Territoriale sulla Giustizia



20 gennaio 2012
Decreto Tribunale di Monza
Sottoponiamo alla Vostra attenzione il recente decreto emanato dal Presidente del Tribunale di Monza, dott.ssa Anna Maria Di Oreste.

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24 novembre 2011
Convegno "La riforma del diritto di famiglia"
È possibile scaricare da questo sito la raccolta degli atti del convegno “La riforma del Diritto di famiglia: maggio 1975 – maggio 2011. Cambiamenti e prospettive”, tenuto a Milano il 19 maggio 2011. I relatori: avv. Anna Galizia Danovi, Pres. Avv. Paolo Giuggioli, On. Prof. Avv. Pierluigi Mantini, Pres. Dott. Mario Zevola, Prof. Valerio Pocar, Prof.ssa Loredana Garlati, Prof. Piero Schlesinger, Pres. Dott.ssa Gloria Servetti, Prof. Ferruccio Tommaseo, Prof. Assunto Quadrio Aristarchi, Dott. Umberto Loi.

È possibile scaricare il file pdf degli atti cliccando QUI.

22 agosto 2011
Sospensione del pagamento dei diritti di copia per i procedimenti in materia di famiglia.
Si comunica che il Presidente del Tribunale di Milano, dott.ssa Livia Pomodoro, nell’attesa che il Ministero della Giustizia risponda al quesito che in merito gli è stato sottoposto, ha dato disposizioni alla cancelleria della Sezione IX Famiglia del Tribunale di Milano di sospendere la richiesta del pagamento dei soli diritti di copia, dovuti a partire dal 6 luglio 2011, per i procedimenti in materia di famiglia. E’ invece dovuto il contributo unificato come previsto dalla normativa. 

16 febbraio 2011
Adozione per i single: la Corte di Cassazione precisa di non aver sollecitato il Legislatore a legiferare.
Recentemente gli organi di stampa hanno riportato che in una recente sentenza (n. 3572 del 14 febbraio 2011), la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso di una persona non coniugata che aveva chiesto il riconoscimento di un provvedimento estero di adozione legittimante, avrebbe sollecitato il Parlamento a legiferare in tal senso, perché nulla in contrario è previsto dalla Convenzione di Strasburgo del 1967 sui diritti dei minori, ratificata dall’Italia. Tale notizia, com’era prevedibile, ha suscitato numerosi commenti, polemiche e, soprattutto, grandi speranze in chi spera da tempo in un allargamento delle maglie legislative sull’adozione. È dunque più che mai opportuno precisare che i Supremi Giudici, come riportato in una nota diramata dall’ufficio stampa della stessa Corte, hanno “semplicemente affermato che, in assenza di un’apposita legge (che ove emanata non sarebbe in contrasto con la Convenzione di Strasburgo sui diritti dei minori), non è possibile al giudice accogliere una richiesta di adozione da parte di una persona single”. In attesa di poter leggere il testo integrale della sentenza (che non è attualmente disponibile), si richiama ancora una volta l’attenzione sul fatto che le notizie di stampa in ambito giurisprudenziale talvolta possono essere fuorvianti a causa del loro atecnicismo, ed è sempre opportuno verificare direttamente l’effettiva portata delle sentenze in esame.

15 ottobre 2010
Tutto quello che le donne devono sapere.

Corriere della Sera spiega ‘Tutto quello che le donne devono sapere’

Si informa che tra gli autori figura l’avv. Anna Galizia Danovi. Da oggi 15 ottobre è in vendita il primo libro e da venerdì 22 ottobre sarà in vendita il secondo. 

16 settembre 2010
Tutela del rapporto tra genitori e figli: multata e condannata al risarcimento del danno una madre che impediva al padre di vedere i figli cambiando spesso domicilio.
Una recente sentenza della VI Sezione penale della Cassazione (33719/2010) ha ancora una volta evidenziato la perdurante discrasia tra l’ambito penale e quello civile in tema di tutela del genitore ad avere un buon rapporto con il figlio. Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, i Giudici della Suprema Corte hanno ritenuto penalmente rilevante la condotta di una madre, che cambiando spesso domicilio, aveva di fatto precluso al marito separato di far visita ai figli e perfino di intrattenere contatti telefonici con loro, impedendogli così «di mantenere un libero e sereno rapporto» con gli stessi. La signora è stata quindi condannata a pagare € 600 di multa e a risarcire il danno all’ex coniuge. È quindi ancora una volta palese la maggiore efficacia dei procedimenti penali in tema di risarcimento del danno non patrimoniale, che rende sempre più urgente un intervento dei giudici di legittimità per chiarire definitivamente la risarcibilità del danno stesso subito in conseguenza di comportamenti lesivi, anche nell’ipotesi che non siano penalmente sanzionati, e dunque in sede civile. Si è già avuto occasione di rilevare infatti che, specie nell’ambito del diritto di famiglia, fatti illeciti normalmente non considerati determinano sofferenze e danni a livello psicologico a volte assai più gravi di quelli riscontrabili in ipotesi di reato riconosciuto.
 

15 settembre 2010
Il caso della bambina dichiarata adottabile dal T.M. di Trento riaccende la discussione sulle lacune della Legge 184/1983.
A fronte di detto fatto di attualità, è riemerso il richiamo alla necessità di un puntuale intervento legislativo finalizzato a salvaguardare il rapporto familiare quando il minore non versa in situazione di totale abbandono ma in uno stato di bisogno e carenza (ad esempio nelle ipotesi di mera indigenza familiare) che seppur permanente non appare totale (il cosiddetto “semiabbandono”). Al riguardo è tuttora all’esame della Seconda Commissione Permanente Giustizia una proposta di legge - avanzata fin dal 2005 - con la quale si auspica l’introduzione delle figure di “adozione aperta” ed “adozione mite” per attuare interventi meno drastici in tutte quelle situazioni di peculiare delicatezza e difficoltà in cui non appare opportuno recidere sic et simpliciter il legame del minore con la famiglia di origine. In conclusione: il fatto di cronaca così come riportato dagli organi di stampa non può non suscitare reazioni forti e di sdegno di fronte alla palese necessità di ammodernamento dell’apparato normativo in tema di adozione e di disciplina delle lacune esistenti. Il problema c’è ed è concreto, in particolare quando la trattazione del caso pare disattendere il principio cardine della Legge 184/1983 che stabilisce il diritto del minore di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia. Dispiace tuttavia rilevare che, a prescindere dal caso di attualità in esame, rimane evidentemente poca l’attenzione del Legislatore di fronte a queste fattispecie senz’altro complesse ed oggi molto diffuse, posto che dal 2005 ad oggi ancora nessun provvedimento è stato preso.
 

6 settembre 2010
Tutela del rapporto tra genitori e figli: ancora troppe differenze tra civile e penale.
La Cassazione penale con la sentenza n. 32562/2010, confermando quanto disposto dalla Corte d’Appello di Bologna, ha condannato al risarcimento del danno, a favore del padre, una madre che «...ostacolando lo stabilirsi dei rapporti affettivi tra la figlia infra-quattordicenne, negando pretestuosamente al padre l'esercizio del diritto di visita, frustrava l'esecuzione del provvedimento giudiziale relativo all'affidamento dei minori...». Il principio enunciato riconferma in questo modo, ancora una volta, la tutela del genitore ad avere un corretto rapporto con il figlio, ribadita dei giudici penali in maniera ben più esplicita e cogente rispetto al problema che quotidianamente emerge nel giudizio civile. Infatti, nonostante la notissima sentenza delle Sezioni Unite 26973/2008 abbia chiarito definitivamente che il danno non patrimoniale può essere risarcito anche in assenza di reato, sono ancora sporadiche le pronunce di merito che hanno riconosciuto per esempio il danno subito dal coniuge per essere stato ostacolato nell’esercizio del diritto di visita indipendentemente dall’accertamento di una responsabilità penale. Sarebbe dunque opportuno un intervento chiarificatore del giudice di legittimità, mentre non pare necessaria una iniziativa del Legislatore in quanto i principi come sopra delineati sono di certo sufficienti perché la poco comprensibile dicotomia giustizia civile / giustizia penale sia superata.
 

19 agosto 2010
Gli assegni di mantenimento in Italia: uno studio dell’Associazione Nazionale Consulenti Tributari ha rilevato le disparità, talvolta elevatissime, tra le regioni italiane.
Un studio recentemente reso noto dall’Ancot, l’Associazione Nazionale Consulenti Tributari, ha messo in luce alcuni elementi assai interessanti relativi agli assegni di mantenimento in caso di divorzio in Italia. Infatti, elaborando i dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni fiscali del 2009 (quindi riferite ai redditi 2008) è emerso che, su 21 milioni di contribuenti, sono 57.284 coloro che nella dichiarazione dei redditi indicano di versare un assegno di mantenimento all'ex coniuge. In media, l’importo annuo dell’assegno di mantenimento risulta essere pari a € 5.920, che equivalgono a € 493,33 mensili.

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20 luglio 2010
Genitori che “rapiscono” i propri figli: un atto da condannare, ma ricordando che in tema di minori è opportuno sempre agire “presto e bene”.
In questi giorni un caso di cronaca sta portando alla ribalta uno dei casi più controversi che possono riguardare il rapporto tra genitori e figli: quando un genitore (o entrambi) sia dichiarato decaduto dalla potestà parentale e poi questi sottrae (o sottraggono) i figli all’altro genitore o alle strutture cui sono stati affidati dall’autorità giudiziaria.

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8 luglio 2010
Separazione dal notaio?
Per il Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia una soluzione non percorribile.

La riforma del diritto di famiglia è indispensabile ma non va fatta senza gli avvocati.
In questi giorni è di pubblico dominio la proposta diffusa dalla stampa e relativa all’attribuzione ai Notai della competenza a gestire la separazione dei coniugi.
Anche se, allo stato, non disponiamo dell’articolato che accompagnerà la proposta, riteniamo indispensabile esprimere a nome del Centro il più assoluto dissenso all’iniziativa.

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La Repubblica - 21 aprile 2010
Italia 2020, rivoluzione in famiglia:"Un figlio su due fuori dalle nozze"
Nasceranno fuori dal matrimonio ma saranno amatissimi lo stesso. Un bambino su due, nei prossimi dieci anni, sarà concepito da genitori non sposati. L'Italia di domani sarà così, la nuova radicale trasformazione della famiglia è già in atto ma corre più veloce del previsto, e rischia di far saltare tradizioni consolidate e ordinamenti giuridici. Già oggi nel nostro paese il numero dei "figli naturali", così definiti in modo arcaico per differenziarli dai "figli legittimi" venuti al mondo all'interno del matrimonio, supera il 20% di tutte le nascite. Con una fortissima accelerazione negli ultimi anni, basti pensare che nel 2000, secondo le tabelle dell'Istat, i bimbi di coppie non sposate erano poco più di 50mila, e nel 2007 circa 117mila. Una velocità di cambiamento che porterà, secondo una proiezione statistica realizzata da Alessandro Rosina, docente di Demografia all'università Cattolica di Milano, ad uno scenario per cui nel 2020 in Italia una nascita su due avverrà fuori dal matrimonio. Un dato lontano dalle previsioni inglesi, dove l'Ons, Office for National Statistics, calcola che nel 2014 addirittura il 75% dei neonati vedrà la luce fuori dal matrimonio, ma che per il nostro paese è davvero sintomo di un cambiamento profondo.

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14 aprile 2010
La Consulta non accoglie il ricorso sui matrimoni gay
Compete al legislatore regolamentare gli eventuali matrimoni fra persone dello stesso sesso. Sarebbe questa la motivazione che ha spinto la Corte Costituzionale a rigettare i ricorsi presentati dal Tribunale di Venezia e dalla Corte d'Appello di Trento, che puntavano a ottenere l'illegittimità di una serie di articoli del codice civile che impediscono i matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Secondo i promotori del ricorso gli articoli del Codice civile che vietano questi matrimoni erano in contrasto con due articoli della Costituzione: l'articolo 2, che sancisce i diritti inviolabili dell'uomo, e l'articolo 17 primo comma.
I ricorsi sono invece stati dichiarati infondati in base agli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 29 (diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). I contenuti della decisione si potranno però conoscere con più precisione nei prossimi giorni, quando saranno rese note le motivazioni della pronuncia.

29 marzo 2010
Quanto costano i figli

In Italia i figli sono troppo spesso un lusso che le famiglie non si possono permettere. A metterlo in evidenza è il Rapporto 2009 del Centro Internazionale Studi Famiglia, che ha condotto un'indagine comparata per verificare i costi sostenuti dalle famiglie con figlie e, soprattutto, l'apporto garantito dalla Stato in termini di contribuiti diretti o forme di detassazione a favore delle famiglie numerose.
Quello che emerge dall'indagine è che in Italia il 35,3% della spesa familiare mensile va a favore dei figli. Mantenere un bambino nella fascia di età fra 0 e 5 anni comporta una spesa di 317 euro per i soli beni indispensabili, in media però si arriva a una quota di 798 euro al mese (9.576 euro su base annua).
Una quota che cresce notevolmente con l'aumentare del reddito delle famiglie: le famiglie benestanti spendono per i figli circa l'83% in più delle famiglie a basso reddito. Il problema è che non tutte le famiglie sono in grado di garantire ai figli un mantenimento entro uno standard definito accettabile, e che la possibilità di vivere in condizioni di povertà assoluta aumentano decisamente con l'aumentare del numero dei figli.
Quando nella famiglia ci sono almeno tre figli l'incidenza della condizione di povertà assoluta è doppia (8%) rispetto a quella della media delle famiglie italiane e tripla rispetto a quella delle coppie con un solo figlio.
Sempre secondo il Cisf la crisi economica ha aggravato la situazione delle famiglie italiane: il 16,4% dei nuclei familiari è considerato nell'area della povertà, il 18% è a rischio e c'è un 37,2% di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con difficoltà.
Non è un caso allora che il 53,4% della famiglie italiane non abbia figli, il 21,9% ne ha uno, il 19,5% due e solo il 4,4% tre.

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Corriere della Sera - 12 marzo 2010
Con una nuova decisione la Cassazione smentisce una recente sentenza della stessa corte, sostenendo che l'esigenza di garantire la legalità prevale sul diritto allo studio dei minori.

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